martedì 4 dicembre 2007


MAGNO CUM GAUDIO ANNUNCIAMO LA PUBBLICAZIONE DELLA RUBRICA CULTURALE A CURA DEL NOSTRO MOLENTE IBERICO MENTULA MEA TIBI...BUONA LETTURA



Deh goderecci membri prepotenti de lo sacerrimo ordo per lo quale presto servizio scrivanciano, andiamo ora ad addentrarci nel fantastico mondo de la penetratio simplex, e lo faremo con una epica memoria, cosí da plasmar le vostr semplici menti con sotterfugi di medievale e dantesca memoria...
E partirem con allocutoria e insensata apertura, cosí da incasinar ancor piú i vostri ingegni, prima de la iluminazione fatale.



<e sarai meco sanza fine cive
di quella fessura tra la panza e il deretano.
Peró, in pro del mondo che mal ciula,
al culo tieni li occhi, e ritornato in te
fa che tu ricordi.
E mirando e rimirando
con la veloce mente
il paesaggio tristo che
a melior esito
la vita di voi solleverá
immaginate....
Che non scese mai con sí veloce moto
foco di spessa troddia quando esplode
da tal peluria che va piú remota
com’io vidi calar l’uccel di Rocco
per canal del cul, a viva forza
non che d’i peli e pelle morta
calar piú giú a ferir la scorza.
Ond’el piegó piegó come giunco al vento
vinto dal pertugio
simil a ben conosciuto
giovenil armento.
Da lí vidi avventurarsi ne la cunna
del triunfal orifizio quel lombrico
che da una parte stava
sine vita o gagliardezza
e da una parte all’altra penzolava.
Poscia che rivide spettacol celeste
di cosce aperte a tenzon agreste
con fare abito ad azioni leste
drizzósi cosí, sine moleste.
E con focoso impeto
d’istinto atavico
gettasi su tumida preda
a onta del precedente varco
per lasciar, poste a veementi spinte
lombi rotti e infame squarcio!!!!!!!!!>>
(SBURGATORIO, CAZZATA XXXII)



E a voi lascio impronta di versi sublimi di scopata con risacca infuocata, tanto per, sapete, ingrandir l’argomento, e la prossima semana andrem a portar la seconda puntata del poema sacro, che di pelviche avventure mai sará completo.

NUOVE NOMINE


Noi sommi cavalieri dell' ORDINE DELLO ZOCCOLO SCAPESTRATO DEL MOLENTE SARDAGNOLO...vista l'entusiatica partecipazione e l'attaccamento ai valori dei quali il blog,l'ordine e il forum sono garanti, nominiamo i novizi
GERIKO e SUONATORE JONES
MOLENTI dell'ORDINE..
complimenti e continuino cosi

venerdì 30 novembre 2007


lunga vita al principe giovanni..

lunedì 26 novembre 2007

Nuove Nomine


Vista l'attiva partecipazione alla vita del forum e del blog noi illustri cavalieri del Supremo Ordine dello Zoccolo Scapestrato Del Molente Sardagnolo annunciano la salita di grado di Amelialastregacheamalia e le conferiscono il titolo di MOLENTE...Complimente e continua così.

Noi illustri cavalieri del Supremo Ordine Dello Zoccolo Scapestrato Del Molente Sardagnolo annunciamo la salita di grado di Momy e gli conferiamo il titolo di MOLENTE...quale riconoscimento per essere stato il primo membro iscritto al forum del molente...

giovedì 22 novembre 2007

Canti di Cavalieri Erranti 3

Il Cosacco

là nella steppa fredda
là nella steppa brulla
tra i fiori di betulla
trotta e galoppa il cavalier.

Ahi Maruska Maruska troia
la maiala di to' ma'
ahi Maruska Maruska troia
la maiala di to’ ma'.

Il cosacco torna a casa
Ma Natascia non l'aspetta
Perch’e' andata a far marchetta
dal Barone Dimitroff
Dimitroff Dimitroff
Dimitroff Dimitroff.

Un due tre la fava rizza
un due tre la fava rizza.

Il cosacco incazzato
prende l’ascia e la doppietta
e si reca in bicicletta
dal barone Dimitroff,
Dimitroff Dimitroff
Dimìtroff Dimitroff.

Un due tre la fava rizza
un due tre la fava rizza.

Nella stanza, scena orrenda,
c'e' Natascia sopra il letto
e il barone con rispetto
le accarezza il bus del cul
bus del cul, bus del cul
bus del cul, bus del cul.

Un due tre la fava rizza
un due tre la fava rizza.

Il Cosacco, verga in mano,
gliela punta contro l’ano
(indubbiamente è
e spingendo come un mulo interessante il riferimento
le sfondò il buco del culo alla foga erotica del molente)

bus del cul, bus del cul
bus del cul, bus del cul.

Un due tre la fava rizza
Un due tre la fava rizza.

Il cosacco prende l'ascia
e ti squarta la bagascia
e poi priva dei maroni
il Barone Dimitroff
Dimitroff Dimitroff
Dimitroff Dimitroff.

Un due tre la fava rizza
un due tre la fava rizza.

martedì 20 novembre 2007

Mentula mea tibi dixit...

DE EVIRGINANDIBUS CULIBUS VESTRIS ET DE OMNI FOTTIBILE UMANO

Era la quinta ora di un pomeridiale cazzeggio allorché, spinto da insaziabile desío di alloggiar siffatte inguinali facezie in lo ospitante et alegro spazio informatico, presi firma e dura decisione di codesto libello che, semana cada semana, arrancherá umilmente per elevare et nettare da la sporcizia puritana le vostre gentili menti. Andrem cosí a parlare de le varie e multiformi modalitá di penetratio ac inculcatio de le quali vorrete sentire, e s’accettarian richieste et suggerimenti, acciocché i’ possa de volta in volta allietarvi in simili passatempi segaioli et masturbatori.
Appena il mio tempo ristretto s’allargherá, entro la settimana in corso qui presente, andrem a discorrere de la penetratio simplex

venerdì 16 novembre 2007

canti di cavalieri erranti 2


Come dimenticare le avventure del mitico Carlo Martello, esempio di grande onore e virtù cavalleresche, come ci racconta la ballata di Fabrizio de Andrè e Paolo Villaggio...

Re Carlo tornava dalla guerra lo accoglie la sua terra cingendolo d'allor
al sol della calda primavera lampeggia l'armatura del sire vincitor
il sangue del principe del Moro arrossano il ciniero d'identico color
ma più che del corpo le ferite da Carlo son sentite le bramosie d'amor "
se ansia di gloria e sete d'onore spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all'amore
chi poi impone alla sposa soave di castità la cintura in me grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave"
Così si lamenta il Re cristiano s'inchina intorno il grano gli son corona i fior
lo specchio di chiara fontanella riflette fiero in sella dei Mori il vincitor
Quand'ecco nell'acqua si compone mirabile visione il simbolo d'amor
nel folto di lunghe trecce bionde il seno si confonde ignudo in pieno sol
"Mai non fu vista cosa più bella mai io non colsi siffatta pulzella"
disse Re Carlo scendendo veloce di sella
"De' cavaliere non v'accostate già d'altri è gaudio quel che cercate
ad altra più facile fonte la sete calmate"
Sorpreso da un dire sì deciso sentendosi deriso Re Carlo s'arrestò
ma più dell'onor potè il digiuno fremente l'elmo bruno il sire si levò
codesta era l'arma sua segreta da Carlo spesso usata in gran difficoltà
alla donna apparve un gran nasone e un volto da caprone ma era sua maestà

"Se voi non foste il mio sovrano" Carlo si sfila il pesante spadone
"non celerei il disio di fuggirvi lontano, ma poiché siete il mio signore
" Carlo si toglie l'intero gabbione "debbo concedermi spoglia ad ogni pudore"
Cavaliere egli era assai valente ed anche in quel frangente d'onor si ricoprì
e giunto alla fin della tenzone incerto sull'arcione tentò di risalir
veloce lo arpiona la pulzella repente la parcella presenta al suo signor
"Beh proprio perché voi siete il sire fan cinquemila lire è un prezzo di favor"
"E' mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane, anche sul prezzo c'è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire v'eran tariffe inferiori alle tremila lire"
Ciò detto agì da gran cialtrone con balzo da leone in sella si lanciò
frustando il cavallo come un ciuco fra i glicini e il sambuco il Re si dileguò
Re Carlo tornava dalla guerra lo accoglie la sua terra cingendolo d'allor
al sol della calda primavera lampeggia l'armatura del sire vincitor.